Martedì, 30 Maggio 2017

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Il modello albergo diffuso

Il modello Albergo Diffuso

Il borgo

Un pó casa e un pó albergo, per chi non ama i soggiorni in hotel; questa é in poche parole la nuova forma di ospitalità che prende il nome di Albergo Diffuso. Le sue componenti sono dislocate in immobili diversi, che si trovano all’interno dello stesso nucleo urbano. L’aggettivo “diffuso”, denota dunque una struttura orizzontale e non verticale come quella degli alberghi tradizionali, che spesso assomigliano ai condomini.

L’Albergo Diffuso si rivolge ad una domanda interessata a soggiornare in un contesto urbano di pregio, a vivere a contatto con i residenti, più che con gli altri turisti e ad usufruire di normali servizi alberghieri, come la colazione in camera od il servizio ristorante. L’albergo diffuso si é rivelato particolarmente adatto per valorizzare borghi e paesi con centri storici di interesse artistico od architetonico, che in tal modo possono recuperare e valorizzare, vecchi edifici chiusi e non utilizzati ed al tempo stesso possono evitare di risolvere i problemi della ricettività turistica con nuove costruzioni.
(G. Dall’Ara, Un pó casa ed un pó albergo, “I Viaggi di Repubblica”, 15 Maggio 2003)

“I modelli Ospitali riconosciuti dall’ADI”

a) Paese Albergo

Appartenente alla famiglia dell’Albergo Diffuso, il Paese Albergo presenta una proposta che coinvolge un intero paese o un centro storico abitato, attraverso una rete di offerte ospitali (camere, case, bar, ristoranti), servizi di accoglienza, e spazi comuni per gli ospiti. Tutto ciò viene messo a disposizione dei turisti tramite un servizio di prenotazione centralizzato, ma privo di gestione unitaria (Dall’Ara). Non è un albergo, bensì una “rete ospitale” che centralizza alcuni servizi, lasciando gli operatori indipendenti. Osservando una deliberazione della Giunta Regionale della Sardegna, n.28/26 del 26 luglio 2007, il Paese Albergo viene definito all’art. 30 come «rete di operatori ospitali costituita mediante accordi di collaborazione tra soggetti diversi, siano essi o meno imprenditori, per l’esercizio dell’attività ricettiva in forma coordinata, senza gestione unitaria, al fine di fornire alloggio e altri servizi in più strutture ricettive, che interessano una parte rilevante di un centro abitato, in possesso dei requisiti stabili con delibera della Giunta Regionale».

b) Residence Diffuso

Assumono denominazione di Residence Diffuso quelle «strutture ricettive extra alberghiere che forniscono alloggio in più unità abitative, assieme ai servizi di accoglienza e di assistenza, situate all’interno di un unico territorio comunale, integrate tra loro dalla centralizzazione dell’ufficio ricevimento» (Dall’Ara). Si tratta di una struttura ricettiva extra alberghiera caratterizzata da un sistema di prenotazione centralizzato e dall’offerta di servizi minimi di accoglienza ed assistenza gestiti non in forma alberghiera.

c) Albergo Diffuso di campagna

Appena normato dalla Regione Molise, su indicazione dell’Associazione Nazional degli Alberghi Diffusi, l’albergo diffuso di campagna è un AD vero e proprio, che opera però non in un Borgo, ma in un contesto rurale.

Fonte: http://www.alberghidiffusi.it/modello-albergo-diffuso/

 

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